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Esso contiene una raccolta di notizie, analisi e riflessioni sul movimento religioso dei Testimoni di Geova.

lunedì 19 maggio 2014

Non collette ma … mezzi più efficaci per raccogliere fondi!


Da sempre, ossia sin dai tempi del loro fondatore Charles Taze Russel, i Testimoni di Geova, allora chiamati Studenti Biblici Internazionali, si sono vantati, accusando indirettamente i metodi praticati nelle chiese, di “non fare collette”.

Quando si comincia a parlare di “collette” in realtà, si sta aprendo il discorso del finanziamento delle denominazioni religiose.

Si potrebbe dire che ogni nuova fede ha un fondatore, presto circondato da seguaci che oltre ad ascoltarlo, inizieranno a diffondere i suoi pensieri, i suoi ideali, la sua visione del mondo e dello scopo della vita.

Molto probabilmente, tra gli insegnamenti del gruppo, si cercherà di dare risalto alla spiritualità e si condannerà il materialismo.

Come succede a qualsiasi idealismo, qualsiasi iniziativa che finisce per coinvolgere centinaia, migliaia o milioni d’individui, sorge anche la necessità di organizzare e finanziare le attività del gruppo. La religione, purtroppo, non sfugge a questo bisogno.



La Chiesa, nei passati secoli ha introdotto vari metodi per raccogliere fondi, tra i quali quello delle indulgenze aspramente criticato poi dai loro detrattori. Le collette, ossia il passare il piattello sotto il naso dei fedeli, “accettando” doni dai presenti” è stato un altro metodo praticato e ancora praticato oggi in molte chiese.

All’inizio, i Testimoni di Geova si sono divertiti a condannare il clero che seguiva questa pratica, ma poi, con il tempo, hanno escogitato anche loro vari metodi, come quello della “vendita” mascherata delle proprie pubblicazioni, con tanto di prezzo stampato sulla pubblicazione, poi sostituito con un “listino prezzi” interno che era applicato al momento della distribuzione delle pubblicazioni nei luoghi di culto ai fedeli che se ne servivano per essere infine sostituito con le cosiddette “contribuzioni per l’opera del Regno” che, se non coprivano il prezzo in precedenza attribuito alle pubblicazioni sul “listino prezzi”, era un dramma da sfruttare per scuotere i fedeli “colpevoli” di non aver “coperto le spese” di stampa con le loro contribuzioni.

Lo stesso è successo con la partecipazione ai congressi organizzati dal gruppo. All’inizio, per “coprire le spese”, i partecipanti alle assemblee annuali erano esortati a contribuire nelle apposite cassette delle contribuzioni sul luogo dell’assemblea. Col tempo, però, invece di affidarsi al buon cuore dei partecipanti, la filiale ha iniziato a chiedere, non ai proclamatori, ma al corpo degli anziani di ciascuna congregazione partecipante a uno o l’altro dei congressi, di versare una somma fissa per proclamatore, secondo il numero di proclamatori di ciascuna congregazione, lasciando il compito di “raccogliere” i fondi ai poveri anziani locali. Stava ormai a loro il compito di stimolare e sensibilizzare i proclamatori in modo che la somma richiesta fosse raccolta e spedita alla filiale.

Ora sembra che il bisogno di risorse economiche sia aumentato; non si sa bene perché se, per esempio, a causa delle ormai poche contribuzioni o, se c’è stato un enorme necessità di denaro come quando si deve rispondere alla legge, indennizzando le vittime della pedofilia, come è avvenuto negli USA e forse anche altrove.

Fino ad ora, e da qualche decennio, ogni Sala del Regno esponeva, non il piattello per le collette, ma un certo numero di “cassette per le contribuzioni”, intitolate, secondo il periodo, “per l’opera del Regno”, “per i missionari”, “per la costruzione di Sale del Regno” e per tanti altri “santi”motivi. Una delle cassette in questione serviva a raccogliere i fondi per le spese LOCALI, ossia quelle causate dall’affitto locale, delle spese per l’illuminazione, il condizionamento, e per motivi puntuali come “la visita del viaggiante”.

Con effetto immediato, pare, secondo la lettera inviata dal Corpo Direttivo datata 12 maggio 2014, tutte le congregazioni potranno trattenere, come in passato, le somme ricevute in questa particolare cassetta delle contribuzioni, quanto necessita loro localmente, ma per coprire le spese di soli due-tre mesi. Gli eccedenti, con una riserva non per congregazione ma per Sala del Regno di 5'000 dollari, devono essere tutti inviati alla filiale locale della WT.

È vero, non ci sono i piattelli per le collette, ma un sofisticato sistema di intimidazione e pressione psicologica e una procedura scritta nero su bianco di come gestire i fondi raccolti e farli affluire sotto il diretto controllo della sede centrale e non più del locale corpo degli anziani che rappresenta i membri della congregazione locale.


Dieci con lode alla faccia del “non si fanno collette”!

2 commenti:

marisa fiorellino ha detto...

Sono una neofita nello studio critico avverso tdg.
Sono una donna, di elevato grado di istruzione, coniugata da 33 anni, madre di due figli ingegneri, come mio marito. Da circa 2 anni vivo la tremenda esperienza del mio figliolo di 32 anni che, per amore della sua donna, ha aderito ai tdg (lei è diventata tdg solo qualche anno prima).
Cerco di studiare e gestire il rapporto con lui, anche se impossibile.
Vorrei partecipare ad eventuali discussioni che mi possano essere di aiuto in questo difficile compito.
Grazie

Roberto di Stefano - Osservatore e Critico del movimento religioso dei Testimoni di Geova ha detto...

Ciao Marisa, piacere leggerti.
Ti suggerisco di consultare una pagina facebook frequentata da ex-testimoni e altri interessati al soggeto, incluso me stesso, QUESTA:
https://www.facebook.com/groups/usciredaitestimonidigeova/

Comunque se poi vorresti avere contatti più diretti, una volta su quella pagina potrai iscriverti e chattare con gli altri, magari me stesso se ti capita.

Auguri per la tua ricerca.