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Esso contiene una raccolta di notizie, analisi e riflessioni sul movimento religioso dei Testimoni di Geova.

sabato 3 maggio 2014

Jehovah's Witnesses and The Chosen Path of Ignorance

Having been myself a Jehovah's Witness for almost 60 years, I can only say that the article titled Jehovah's Witnesses and The Chosen Path of Ignorance by Darrin Hart, author of Leaving Jehovah's Witnesses - Practical Thoughts To Help You Survive and Thrive, is more than excellent, it reflects exactly my own experience, sadly to say so.
Plan to translate it into Italian soon.

lunedì 21 aprile 2014

Pedofilia: Imbarazzante accusa … dei TdG!

Pedofilia: Imbarazzante accusa … dei TdG!

Un forum gestito, apparentemente, da membri del movimento religioso dei Testimoni di Geova, ha pubblicato la seguente notiza:

È solo normale inorridire alla notizia di un ennesimo caso di pedofilia, indipendentemente da chi sia il carnefice.

Quello che si può costatare è che l’Organizzazione dei Testimoni di Geova, come ente legale che trasmette notizie al riguardo tramite materiale stampato e altrimenti, oltre alla normale e legittima reazione di disgusto nel riportarne la notizia, strumentalizza la stessa condannando non solo il responsabile del delitto, ma la dirigenza ecclesiastica nel suo insieme, il Papa in primis, usando la notizia per ostracizzare la fede cattolica.

Purtroppo, l’Organizzazione dei Testimoni di Geova dimentica i propri casi di pedofilia perpetrati dai propri “vescovi” (i cosiddetti “anziani” e “servitori di ministero”) oltre a quelli commessi dai propri semplici membri e dei quali i media hanno dato ampio spazio e per i quali hanno dovuto sborsare milioni di dollari in compensi alle vittime – vedi il caso Candace

Non si tratta qui di valutare chi ne ha commessi di più ma prendere atto che la pedofilia non è la prerogativa di una chiesa, di una setta o di un movimento religioso come lo è quello dei Testimoni di Geova e che, come minimo, se ne accetti la responsabilità, sotto forma di riconoscimento del problema stesso nei propri ranghi invece di coprirne la stessa ignorando completamente di essere altrettanto colpevoli dello stesso reato di coloro che si vuole accusare.

Le vittime di un reato desiderano innanzi tutto una cosa: il riconoscimento del danno subito, che può venire sotto forma di risarcimento pecuniario ma soprattutto quello morale, che si può esprimere con la domanda di perdono da parte del carnefice o chi per esso.

Purtroppo, quando ciò avviene, come nel caso della presa di responsabilità da parte del Papa, i Testimoni di Geova arrivano perfino a denigrare il gesto, sottointendendone l’ipocrisia, come fa il post del forum sopraindicato.

Come si fa ad arrivare a tanto, quando la dirigenza del movimento dei Testimoni di Geova non solo non ne chiede perdono, ma va perfino fino a occultare  i propri casi di pedofilia, facendo come se il problema non esistesse nei propri ranghi. Basta interessarsi del soggetto e fare una ricerca su internet per scoprire come la Watchtower si rende colpevole dell’occultamento dei casi di pedofilia a motivo delle proprie regole che scoraggiano se non proprio impediscono alle vittime di denunciarne i casi che implicano carnefici della propria fede e magari, della dirigenza stessa della propria fede.

Vedi il sito Agnelli Silenziosi 


lunedì 7 aprile 2014

Il battesimo praticato dai TdG è blasfemo?



Invece della formula usata da Gesù, nel dare istruzioni sul “fare discepoli”, che includevano, all’atto del battesimo, il riconoscimento dell’autorità del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, come suggerito da Matteo 28:19-20, i Testimoni di Geova usano rivolgere pubblicamente al battezzando due domande, alle quali il battezzando deve rispondere “Sì”,  ad alta voce per essere udito le centinaia se non migliaia di presenti al congresso dove si svolge la cerimonia, altro non è che un “giuramento di lealtà” né al Padre, né al figlio né allo spirito santo, bensì all’Organizzazione terrena dei Testimoni di Geova che si insinua essere “diretta dallo spirito santo”.

Ecco come recitano le due domande in questione, secondo la TdG del 1/10/1985 pagina 20:

1. In base al sacrificio di Gesù Cristo, ti sei pentito dei tuoi peccati e ti sei dedicato a Geova per fare la Sua volontà?

2.Comprendi che la tua dedicazione e il tuo battesimo ti identificano come testimone di Geova associato all’organizzazione diretta dallo spirito di Dio?

Ecco, invece, cosa comanda Gesù ai suoi apostoli, dopo la sua resurrezione e prima di accedere al cielo, secondo Matteo 28:19-20:

Andate dunque e fate discepoli di persone di tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello spirito santo, 20 insegnando loro ad osservare tutte le cose che vi ho comandato”.

Secondo la formula battesimale propinata dai Testimoni di Geova, l’individuo diventa “Testimone di Geova” e non, come suggerisce invece il vangelo di Matteo “discepolo di Cristo”.

Secondo la stessa formula, egli accetta la pretesa che il movimento dei Testimoni di Geova sia diretto dallo spirito santo, mentre nel comando di Cristo, non si fa alcun riferimento ad un organizzazione, tanto meno che essa sia diretta dallo spirito santo.

In maniera molto scaltra, il Corpo Direttivo del movimento che ha stabilito la formula battesimale, tenta di confondere il battezzando, facendoli credere di seguire il comandamento di Cristo, includendo nel testo delle due domande, le tre autorità chiavi citate dal Cristo, dando l’impressione che la formula sia concorde con quanto stabilito dal testo sacro.

In realtà, invece dell’autorità del “Padre”, secondo la domanda, ci si dedica a “Geova” non senza specificarne il motivo, che non è quello di essere discepolo di Cristo, ma di fare la volontà di Geova, la quale volontà, si comprende dalla seconda domanda, non è altro che il diktat dell’Organizzazione dei Testimoni di Geova, facendola passare per unico organo atto a trasmettere la Sua volontà, in quanto diretta dallo spirito santo, sia quando proclamano i corretti principi morali insegnati dal Cristo e i suoi apostoli, che quando propinano false profezie sulla fine del mondo (o “sistema di cose” come viene da loro chiamato) o impongono regole e leggi come quella che permette loro di lasciare morire un essere umano, perfino un neonato o un minorenne, quella che richiede che non si denuncino le trasgressioni, nemmeno quelle definite “reati” dalle leggi dello Stato, o che incitano all’odio dei propri simili, mentre il vangelo ci ricorda che dobbiamo amare i nostri nemici!

Potremmo perfino affermare che, l’avere manomesso il comando di Cristo in merito all’autorità dello spirito santo, relegandolo a uno strumento da invocare per legittimare la posizione dell’Organizzazione, hanno commesso il peccato imperdonabile contro lo spirito santo!

Denaturare l’essenza di quanto Cristo ha comandato di fare per identificare coloro che diventano SUOI discepoli, può equivalere ad una blasfemia in quanto Cristo non ha mai preteso che il ruolo dello spirito santo all’atto del battesimo fosse la legittimazione di un Organizzazione umana.

La fine di coloro che blasfemano lo spirito santo è ben descritta da Cristo stesso in Marco 3:29 che afferma:

”Comunque, chi bestemmia contro lo spirito santo non ha perdono in eterno, ma è colpevole di peccato eterno”.

Vedi anche argomentazione usata da Roberto di Stefano nella sua lettera alla Bethel di Thun, per delegittimare il suo proprio battesimo da Testimone di Geova, all'età di 12 anni!:

Delegittimazione del battesimo dei Testimoni di Geova


domenica 6 aprile 2014

A chi chiedere informazioni sui Testimoni di Geova?

Porsi una simile domanda significa avere un certo interesse in merito al movimento religioso in questione.

L’interesse può essere dovuto a un incontro con un Testimone di Geova e l’incontro può essere fortuito come ad esempio sul luogo di lavoro o durante le ferie, oppure frutto dell’opera di predicazione del movimento, bussando alla vostra porta o fermandovi per la via o in un parco pubblico.

Oppure, forse avete appena letto una notizia sul giornale o ascoltato la stessa in TV a causa di qualche evento particolare che implica il movimento religioso dei Testimoni di Geova, come per esempio un congresso da loro organizzato nella vostra città, oppure a causa della morte di un membro del movimento per il suo rifiuto di accettare una trasfusione di sangue.

Infine, l’interesse è stato suscitato da un ex membro dei Testimoni di Geova con il quale siete venuti in contatto.

Comunque sia nato l’interesse, è importante determinare quale sia la giusta fonte delle informazioni che cerchiamo.

Le scelte sono svariate. Forse la prima reazione sarà di fare una ricerca su internet. Presto, però, ci si accorgerà che le opinioni son spesso contraddittorie secondo l’origine della fonte dell’informazione. È solo normale scoprire la veridicità del proverbio che dice “ognuno tira l’acqua al suo mulino”.

Se la fonte della risposta proviene da un membro del movimento religioso dei Testimoni di Geova, facilmente vi dirà di non rivolgervi a chi ha abbandonato il movimento, perché è pieni di rancori e cercherà solo di sporcare la reputazione del movimento per vendicarsi di qualche torto ricevuto quando era ancora al suo interno. Forse aggiungeranno “chi meglio di un Testimone di Geova può informarvi sul proprio movimento?”

Se la fonte della risposta proviene da un ex membro del movimento, facilmente vi dirà di non rivolgervi a coloro che sono dentro, perché cercheranno di nascondere qualsiasi informazione che mostrerebbe le debolezze dei loro insegnamenti o del vero stato di coloro che sono all’interno. Forse aggiungerà “chiederesti a un convinto nazista cosa ne pensa del Terzo Reich o degli ebrei?”

Subito dunque ci si accorgerà che è meglio ascoltare il proverbio che dice di “ascoltare l’altra campana”. Fare questo, però, richiede che ci si implichi a fondo per esaminare le due campane.

Se non si ha il tempo o la voglia di implicarsi a fondo, si rischia di avere una visione distorta della questione. Ciò non sarà grave se i motivi per cui ci si pone la domanda sono semplice curiosità. Se, però, la risposta inciderà su decisioni di vita, come “quale fede seguire” o “sposare o no un Testimone di Geova”, allora è più che importante prendesi il tempo necessario per accertarsi della questione.


Su quest’argomento, un suggerimento interessante è stato “chiedete al Testimone di parlare con un membro della sua famiglia che non sia un Testimone di Geova”!