Shunning – one of the
obstacles to freedom and how a faithful witness
concretized his decision to quit the cult: http://t.co/lFZSjdUGxl
—
Roberto di Stefano (@Robertods100) May
12, 2014
lunedì 12 maggio 2014
Shunning – one of the obstacles to freedom and how a faithful witness finally concretized his decision to quit the cult
sabato 3 maggio 2014
Jehovah's Witnesses and The Chosen Path of Ignorance
Having been myself a Jehovah's Witness for almost 60 years, I can only say that the article titled Jehovah's Witnesses and The Chosen Path of Ignorance by Darrin Hart, author of Leaving Jehovah's Witnesses - Practical Thoughts To Help You Survive and Thrive, is more than excellent, it reflects exactly my own experience, sadly to say so.
Plan to translate it into Italian soon.
Plan to translate it into Italian soon.
lunedì 21 aprile 2014
Pedofilia: Imbarazzante accusa … dei TdG!
Pedofilia: Imbarazzante
accusa … dei TdG!
Un forum gestito, apparentemente, da membri del movimento religioso dei Testimoni di Geova, ha pubblicato la seguente notiza:
Pedofilia, Papa: "Chiedo perdono per abusi delclero"
È solo
normale inorridire alla notizia di un ennesimo caso di pedofilia,
indipendentemente da chi sia il carnefice.
Quello che si
può costatare è che l’Organizzazione dei Testimoni di Geova, come ente legale
che trasmette notizie al riguardo tramite materiale stampato e altrimenti,
oltre alla normale e legittima reazione di disgusto nel riportarne la notizia,
strumentalizza la stessa condannando non solo il responsabile del delitto, ma la
dirigenza ecclesiastica nel suo insieme, il Papa in primis, usando la notizia
per ostracizzare la fede cattolica.
Purtroppo,
l’Organizzazione dei Testimoni di Geova dimentica i propri casi di pedofilia
perpetrati dai propri “vescovi” (i cosiddetti “anziani” e “servitori di
ministero”) oltre a quelli commessi dai propri semplici membri e dei quali i
media hanno dato ampio spazio e per i quali hanno dovuto sborsare milioni di dollari
in compensi alle vittime – vedi il caso Candace.
Non si
tratta qui di valutare chi ne ha commessi di più ma prendere atto che la
pedofilia non è la prerogativa di una chiesa, di una setta o di un movimento
religioso come lo è quello dei Testimoni di Geova e che, come minimo, se ne
accetti la responsabilità, sotto forma di riconoscimento del problema stesso
nei propri ranghi invece di coprirne la stessa ignorando completamente di
essere altrettanto colpevoli dello stesso reato di coloro che si vuole
accusare.
Le vittime
di un reato desiderano innanzi tutto una cosa: il riconoscimento del danno
subito, che può venire sotto forma di risarcimento pecuniario ma soprattutto
quello morale, che si può esprimere con la domanda di perdono da parte del
carnefice o chi per esso.
Purtroppo,
quando ciò avviene, come nel caso della presa di responsabilità da parte del
Papa, i Testimoni di Geova arrivano perfino a denigrare il gesto, sottointendendone
l’ipocrisia, come fa il post del forum sopraindicato.
Come si fa
ad arrivare a tanto, quando la dirigenza del movimento dei Testimoni di Geova
non solo non ne chiede perdono, ma va perfino fino a occultare i propri casi di pedofilia, facendo come se il
problema non esistesse nei propri ranghi. Basta interessarsi del soggetto e
fare una ricerca su internet per scoprire come la Watchtower si rende colpevole
dell’occultamento dei casi di pedofilia a motivo delle proprie regole che
scoraggiano se non proprio impediscono alle vittime di denunciarne i casi che
implicano carnefici della propria fede e magari, della dirigenza stessa della
propria fede.
lunedì 7 aprile 2014
Il battesimo praticato dai TdG è blasfemo?
Invece
della formula usata da Gesù, nel dare istruzioni sul “fare discepoli”, che includevano,
all’atto del battesimo, il riconoscimento dell’autorità del Padre, del Figlio e
dello Spirito Santo, come suggerito da Matteo 28:19-20, i Testimoni di Geova
usano rivolgere pubblicamente al battezzando due domande, alle quali il
battezzando deve rispondere “Sì”, ad
alta voce per essere udito le centinaia se non migliaia di presenti al
congresso dove si svolge la cerimonia, altro non è che un “giuramento di lealtà”
né al Padre, né al figlio né allo spirito santo, bensì all’Organizzazione
terrena dei Testimoni di Geova che si insinua essere “diretta dallo spirito
santo”.
Ecco come
recitano le due domande in questione, secondo la TdG del 1/10/1985 pagina 20:
1. In base
al sacrificio di Gesù Cristo, ti sei pentito dei tuoi peccati e ti sei dedicato
a Geova per fare la Sua volontà?
2.Comprendi che
la tua dedicazione e il tuo battesimo ti identificano come testimone di
Geova associato all’organizzazione diretta dallo spirito di Dio?
Ecco,
invece, cosa comanda Gesù ai suoi apostoli, dopo la sua resurrezione e prima di
accedere al cielo, secondo Matteo 28:19-20:
“Andate dunque e fate discepoli di persone di tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello spirito santo, 20 insegnando
loro ad osservare tutte le cose che vi ho comandato”.
Secondo la formula
battesimale propinata dai Testimoni di Geova, l’individuo diventa “Testimone di
Geova” e non, come suggerisce invece il vangelo di Matteo “discepolo di Cristo”.
Secondo la stessa
formula, egli accetta la pretesa che il movimento dei Testimoni di Geova sia
diretto dallo spirito santo, mentre nel comando di Cristo, non si fa alcun
riferimento ad un organizzazione, tanto meno che essa sia diretta dallo spirito
santo.
In maniera molto
scaltra, il Corpo Direttivo del movimento che ha stabilito la formula
battesimale, tenta di confondere il battezzando, facendoli credere di seguire
il comandamento di Cristo, includendo nel testo delle due domande, le tre
autorità chiavi citate dal Cristo, dando l’impressione che la formula sia
concorde con quanto stabilito dal testo sacro.
In realtà, invece dell’autorità del “Padre”, secondo
la domanda, ci si dedica a “Geova” non senza specificarne il motivo, che non è
quello di essere discepolo di Cristo, ma di fare la volontà di Geova, la quale
volontà, si comprende dalla seconda domanda, non è altro che il diktat dell’Organizzazione
dei Testimoni di Geova, facendola passare per unico organo atto a trasmettere
la Sua volontà, in quanto diretta dallo spirito santo, sia quando proclamano i corretti principi
morali insegnati dal Cristo e i suoi apostoli, che quando propinano false profezie
sulla fine del mondo (o “sistema di cose” come viene da loro chiamato) o impongono
regole e leggi come quella che permette loro di lasciare morire un essere
umano, perfino un neonato o un minorenne, quella che richiede che non si
denuncino le trasgressioni, nemmeno quelle definite “reati” dalle leggi dello
Stato, o che incitano all’odio dei propri simili, mentre il vangelo ci ricorda
che dobbiamo amare i nostri nemici!
Potremmo
perfino affermare che, l’avere manomesso il comando di Cristo in merito all’autorità
dello spirito santo, relegandolo a uno strumento da invocare per legittimare la
posizione dell’Organizzazione, hanno commesso il peccato imperdonabile contro
lo spirito santo!
Denaturare
l’essenza di quanto Cristo ha comandato di fare per identificare coloro che
diventano SUOI discepoli, può equivalere ad una blasfemia in quanto Cristo non
ha mai preteso che il ruolo dello spirito santo all’atto del battesimo fosse la
legittimazione di un Organizzazione umana.
La fine di
coloro che blasfemano lo spirito santo è ben descritta da Cristo stesso in
Marco 3:29 che afferma:
”Comunque, chi bestemmia contro
lo spirito santo non ha perdono in eterno, ma è colpevole di peccato
eterno”.
Vedi anche argomentazione usata da Roberto di Stefano nella sua lettera alla Bethel di Thun, per delegittimare il suo proprio battesimo da Testimone di Geova, all'età di 12 anni!:
Delegittimazione del battesimo dei Testimoni di Geova
Vedi anche argomentazione usata da Roberto di Stefano nella sua lettera alla Bethel di Thun, per delegittimare il suo proprio battesimo da Testimone di Geova, all'età di 12 anni!:
Delegittimazione del battesimo dei Testimoni di Geova
domenica 6 aprile 2014
A chi chiedere informazioni sui Testimoni di Geova?
Porsi una
simile domanda significa avere un certo interesse in merito al movimento
religioso in questione.
L’interesse
può essere dovuto a un incontro con un Testimone di Geova e l’incontro può
essere fortuito come ad esempio sul luogo di lavoro o durante le ferie, oppure
frutto dell’opera di predicazione del movimento, bussando alla vostra porta o
fermandovi per la via o in un parco pubblico.
Oppure, forse
avete appena letto una notizia sul giornale o ascoltato la stessa in TV a causa
di qualche evento particolare che implica il movimento religioso dei Testimoni
di Geova, come per esempio un congresso da loro organizzato nella vostra città,
oppure a causa della morte di un membro del movimento per il suo rifiuto di
accettare una trasfusione di sangue.
Infine, l’interesse
è stato suscitato da un ex membro dei Testimoni di Geova con il quale siete
venuti in contatto.
Comunque
sia nato l’interesse, è importante determinare quale sia la giusta fonte delle
informazioni che cerchiamo.
Le scelte
sono svariate. Forse la prima reazione sarà di fare una ricerca su internet. Presto,
però, ci si accorgerà che le opinioni son spesso contraddittorie secondo l’origine
della fonte dell’informazione. È solo normale scoprire la veridicità del proverbio
che dice “ognuno tira l’acqua al suo mulino”.
Se la fonte
della risposta proviene da un membro del movimento religioso dei Testimoni di
Geova, facilmente vi dirà di non rivolgervi a chi ha abbandonato il movimento,
perché è pieni di rancori e cercherà solo di sporcare la reputazione del
movimento per vendicarsi di qualche torto ricevuto quando era ancora al suo
interno. Forse aggiungeranno “chi meglio di un Testimone di Geova può
informarvi sul proprio movimento?”
Se la fonte
della risposta proviene da un ex membro del movimento, facilmente vi dirà di
non rivolgervi a coloro che sono dentro, perché cercheranno di nascondere
qualsiasi informazione che mostrerebbe le debolezze dei loro insegnamenti o del
vero stato di coloro che sono all’interno. Forse aggiungerà “chiederesti a un
convinto nazista cosa ne pensa del Terzo Reich o degli ebrei?”
Subito
dunque ci si accorgerà che è meglio ascoltare il proverbio che dice di “ascoltare
l’altra campana”. Fare questo, però, richiede che ci si implichi a fondo per
esaminare le due campane.
Se non si
ha il tempo o la voglia di implicarsi a fondo, si rischia di avere una visione
distorta della questione. Ciò non sarà grave se i motivi per cui ci si pone la
domanda sono semplice curiosità. Se, però, la risposta inciderà su decisioni di
vita, come “quale fede seguire” o “sposare o no un Testimone di Geova”, allora
è più che importante prendesi il tempo necessario per accertarsi della
questione.
Su quest’argomento,
un suggerimento interessante è stato “chiedete al Testimone di parlare con un
membro della sua famiglia che non sia un Testimone di Geova”!
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